RAID

Diadmin

Mag 26, 2023

Il RAID (Redundant Array of Independent Disks) è una tecnologia che consente di combinare più dischi rigidi in un singolo sistema di archiviazione per migliorare la resilienza dei dati, le prestazioni o entrambi. Ecco una panoramica dei vari livelli RAID più comuni:
1. RAID 0 (Striping): In questo livello, i dati vengono suddivisi tra due o più dischi senza ridondanza. Ciò aumenta le prestazioni di lettura e scrittura, poiché i dati possono essere elaborati parallelamente su più dischi contemporaneamente. Tuttavia, non offre la ridondanza dei dati, quindi la perdita di uno dei dischi comporterà la perdita totale dei dati.
2. RAID 1 (Mirroring): In questo livello, i dati vengono duplicati su due o più dischi identici. Ciò offre una maggiore sicurezza dei dati poiché se uno dei dischi fallisce, i dati rimangono accessibili dall’altro disco. Il RAID 1 richiede un’unità di archiviazione aggiuntiva per la duplicazione dei dati, quindi la capacità effettiva è pari a quella di un singolo disco.
3. RAID 5 (Striping con parità distribuita): Questo livello distribuisce i dati e la parità su tre o più dischi. La parità viene utilizzata per ricostruire i dati in caso di guasto di uno dei dischi. Il RAID 5 offre una buona combinazione tra prestazioni, capacità e ridondanza dei dati. La capacità totale è pari alla somma delle capacità dei dischi meno un disco per la parità.
4. RAID 6 (Striping con doppia parità): Simile al RAID 5, il RAID 6 distribuisce i dati e due blocchi di parità su quattro o più dischi. Ciò consente la tolleranza di due guasti simultanei, offrendo una maggiore protezione dei dati rispetto al RAID 5. La capacità effettiva è pari alla somma delle capacità dei dischi meno due dischi per le parità.
5. RAID 10 (Mirroring combinato con striping): Questo livello combina il mirroring (RAID 1) e lo striping (RAID 0). I dati vengono duplicati su coppie di dischi e quindi stripati tra le coppie. Offre una buona combinazione di prestazioni e ridondanza dei dati, ma richiede un numero pari di dischi e ha una capacità effettiva pari alla metà della somma delle capacità dei dischi.
Ci sono anche altri livelli RAID meno comuni, come il RAID 2, RAID 3, RAID 4 e RAID 7, ma sono meno utilizzati a causa di limitazioni o complessità aggiuntive. La scelta del livello RAID dipenderà dalle esigenze specifiche in termini di prestazioni, ridondanza dei dati e capacità di archiviazione.

Cosa succede quando un sistema RAID si guasta

Un RAID con ridondanza (1, 5, 6, 10) è progettato per sopravvivere al guasto di un disco, ma i problemi reali iniziano quando i guasti si sommano o quando si interviene nel modo sbagliato. I casi più frequenti che portano a perdita di dati sono: il guasto di uno o più dischi membri, il malfunzionamento del controller, una ricostruzione (rebuild) avviata con un disco ancora instabile e la riconfigurazione accidentale dell’array. In tutti questi casi i dati spesso sono ancora presenti sui dischi: è il modo in cui l’array viene gestito dopo il guasto a fare la differenza tra un recupero semplice e uno compromesso.

Cosa fare (e cosa non fare) se il RAID non parte

Se l’array non si monta più o segnala dischi mancanti, spegni il sistema e non avviare ricostruzioni automatiche: un rebuild su un disco difettoso può sovrascrivere i dati ancora integri. Non sostituire i dischi a caso, non reinizializzare la configurazione e non eseguire chkdsk/fsck sul volume. Annota, se li conosci, il modello del NAS/controller e il livello RAID. Il recupero più sicuro parte dalla clonazione di ogni disco membro e dalla ricostruzione virtuale dei parametri dell’array (ordine dei dischi, dimensione del blocco, parità), lavorando sempre sulle copie e mai sugli originali.

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