TRIM: cos’è e cosa fa

In un Sistema Operativo (Windows, MacOS, Linux, Android ecc.),  comando TRIM opera con l’interfaccia standard ATA , e segnala all’SSD ( assieme alla funzione Active Garbage Collection), i files che è possibile eliminare fisicamente. In mancanza dell’istruzione TRIM (la sua presenza non è infatti obbligatoria benchè ormai supportata da tutti i sistemi operativi moderni), l’SSD non sarebbe in grado di conoscere se nell’unità ci sono settori ed aree con dati non validi o inutilizzati.

Active Garbage Collection e TRIM operano con un algoritmo di wear leveling, che permette che ogni cella venga scritta e cancellata lo stesso numero di volte.

TRIM: vantaggi

Il comando TRIM è davvero vantaggioso. Ecco alcuni dei principali motivi:

  • Si risparmia tempo: l’uso di TRIM e Active Garbage Collection aiuta infatti l’SSD a scrivere i comandi più velocemente senza alterare la velocità del drive nel tempo.
  • Allunga la vita all’SSD (cerca infatti di evitare che alcune aree vengano utilizzate più di altre).
  • Assicura e addirittura migliora la prestazione dell’SSD.
  • Non usura le celle Flash.
  • Cancella con efficacia e velocità i file non più necessari.
  • Aumenta la velocità di accesso ai dati sul PC.
  • Sovrascrive i dati senza cancellare le informazioni esistenti.

TRIM: svantaggi

  • Con l’evoluzione dei sistemi di recupero dati è ora possibile recuperare i dati anche da SSD con TRIM attivo (considerato impossibile finora). Tuttavia sui tratta di un’operazione eseguibile in una finestra temporale molto breve perché il TRIM pian piano rimuove fisicamente il contenuto delle celle. Inoltre l’accesso alle aree dove risiedono questi file in attesa di essere cancellati richiede procedure tecniche molto complesse e velocità di estrazione bassissime.

TRIM: i Sistemi Operativi che lo supportano

  • Windows: Microsoft Corporation supporta automaticamente il comando TRIM dal sistema operativo Windows 7 e Windows Server 2008 R2 in poi (alcuni produttori, comunque, dispongono di strumenti per l’implementazione del comando TRIM anche nei sistemi che non lo supportano).

Per verificare che TRIM non sia stato disattivato per errore, è possibile farlo attraverso il percorso “Proprietà – Strumenti – Ottimizza”. Un’altra maniera è utilizzare il programma di gestione dell’SSD. In assenza di un software dedicato, comunque, è possibile utilizzare la linea di comando e leggere lo stato di TRIM.

Nello specifico: aperto il Prompt dei comandi, digitare “fsutil behavior query DisableDeleteNotify”. Se TRIM è abilitato correttamente, la risposta sarà:

NTFS DisableDeleteNotify = 0 (Disabilitato)

ReFS DisableDeleteNotify = 0 (Disabilitato)

  • MacOs: anche Apple supporta automaticamente il comando TRIM, assieme ad Active Garbage Collection, dalla versione 10.6.8, anche se alcune versioni utilizzano un software aggiuntivo. Negli SSD precedenti, poi, occorre aggiornare il firmware. Per verificare comunque la presenza di TRIM occorre: premere il tasto “Option”, selezionare il menu Apple, raggiungere le “Informazioni di sistema” e scorrere il nome dell’interfaccia di archiviazione posseduta su “Hardware”.
  • Linux: il famoso sistema operativo open source Unix-like ha inserito TRIM in Linux 2.6.28. In seguito è stato supportato in Linux 2.6.33.
  • Altri OS: alcuni dispositivi hanno lo strumento di deframmentazione “wiper.exe”, che utilizza TRIM su richiesta.

La maggioranza delle configurazioni RAID (Redundant Array of Independent Disks), vale a dire la tecnica che permette di utilizzare i diversi dischi rigidi come se fossero un unico volume di memorizzazione, non supporta purtroppo ancora TRIM.

 

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