Un cliente allarmato ci contatta per sottoporci il suo problema: di ritorno dalle vacanze non riesce a recuperare le foto dalla sua SD card.
Secondo quanto ci dice la memory card è accidentalmente caduta nell’acqua di mare. Immediatamente ha provveduato ad asciugarla con un panno morbido e con il phon. A quanto sembra la memory ha funzionato ancora e il giorno stesso ha scattato altre foto. Il problema si presenta alcuni giorni dopo quando improvvisamente la scheda non viene più riconosciuta ne dalla macchina fotografica ne dal computer.
Rimosso il guscio plastico è possibile notare il tipico monolite che equipaggia ormai la maggior parte delle schede SD Sandisk. Evidentissimi i depositi salini piuttosto abbondanti su tutta la superficie. E’ credenza diffusa che sia l’acqua a creare danni mentre si dimentica che l’acqua (non solo quella di mare) contiene dei sali che una volta evaporata rimangono a formare piccoli cortocircuiti o a corrodere collegamenti elettrici.
Una volta eseguito un accurato lavaggio in vasca ad ultrasuoni procediamo ad ispezionare il PCB al microscopio.
Da una prima analisi è subito evidente che i sali contenuti nell’acqua hanno attaccato il rame del PCB corrodendolo in più punti. Il risultato sono numerose piste interrotte o con resistenza mutata. Oltre alla corrosione dei punti a vista viene rilevato in più di un’area del monolite un’interruzione di una pista perfino sotto la maschera di saldatura.
Eseguita la ricostruzione delle aree visibilmente danneggiate ed alcuni bypass siamo in grado di alimentare la scheda e ripristinarne il suo funzionamento per il tempo necessario a recuperare tutte le foto del cliente.
Acqua di mare e schede SD: perché il danno arriva dopo
Questo caso è emblematico: la scheda, asciugata in fretta col phon, ha funzionato ancora per qualche giorno, poi ha smesso di essere riconosciuta. Il motivo è che il problema vero non è l’acqua in sé, ma il sale: una volta evaporata l’acqua, i residui salini restano sui contatti e sull’elettronica e innescano un processo di corrosione e ossidazione che avanza lentamente, fino a interrompere piste e collegamenti. Per questo il danno spesso si manifesta a distanza di giorni.
Cosa fare (e non fare) con una scheda bagnata
L’errore più comune è proprio asciugarla col calore e continuare a usarla: il phon non rimuove i sali e alimentare una scheda ancora umida può provocare cortocircuiti. La cosa giusta è non alimentarla e non scattare altre foto su quella scheda. Il recupero passa da una pulizia professionale dei residui e, se necessario, dalla lettura diretta della memoria: prima si interviene, prima si ferma la corrosione.
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